Il canile - Resoconto

Alla luce dello stage del 15 settembre, cosa abbiamo appreso?

Lo stage è un'opportunità di riflessione su tematiche serie e delicate, oltre che una crescita di competenze ai fini di giudizi e scelte

Cane marrone triste dietro ad una rete di metallo

Sabato 15 settembre, si è svolto presso il centro cinofilo, lo stage con Alberto Castello, che conosce e si interfaccia con la realtà del canile da molti anni, con il quale collabora per migliorare l'indice di adottabilità dei cani ospitati.

La mattinata ha inizialmente presentato agli stagisti una panoramica di profili comportamentali di cani adottati dai canili; diversi per storie, recupero, post-adozione, per razza.

Il cane del canile

Descriviamo il cane del canile: trattasi di un soggetto alto o basso, nero bianco o marrone, cucciolo o adulto, alto o basso, dolce o aggressivo, sano o ammalato, a pelo lungo o corto, da caccia o da compagnia, giovane o vecchio, vedente o non vedente, sordo o con un udito sopraffine. Non c'è un profilo specifico che descrive i cani che sono costretti a vivere in un box, i cani sono tantissimi e tutti diversi tra loro. Ma tutti hanno un aspetto in comune: cercano una famiglia che li ami come meritano.

Ognuno con la sua storia, il suo passato, il suo trauma, il suo abbandono, il suo perdersi,  il suo maltrattamento, il suo ritrovamento, il suo salvataggio da parte di persone amorevoli che il destino ha messo sul loro cammino. Le mura del canile ne avrebbero da raccontare: di cani che entrano ed escono nel giro di qualche giorno, di cani che entrano e vivono un'intera esistenza nel loro box, in un angolino tremanti perché non riescono a fidarsi di nessuno; di cani che vengono accolti tra quelle mura e ci restano fino all'ultimo respiro della loro triste esistenza; di cani che invece arrivano al canile e vengono adottati dopo un mese, un anno, cinque anni. Quante esistenze si incrociano al canile.

La legge sulla protezione animali in Italia

Lo stage è proseguito quindi con un approfondimento della normativa che regola la protezione degli animali in Italia, con particolare riferimento alla legge 189 del 2004 la quale prevede:

"Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali,
nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate"

Un'attenzione particolare è stata dedicata a questa legge, che ha apportato significativi sviluppi in materia di delitti, di impiego di animali a fini commerciali e molto altro. Il benessere e la tutela dell'animale è una priorità che va rispettata e garantita da ognuno di noi. 

È stato inoltre citato l'accordo del 2003 tra Stato e Regioni, che ha regolamentato le corrette modalità di detenzione degli animali e le responsabilità che ne garantiscono il benessere e la salute. 

Finalità e definizioni
1. Con il presente accordo le Regioni e il Governo si impegnano, ciascuno per le proprie competenze, a promuovere iniziative rivolte a favorire una corretta convivenza tra le persone e gli animali da compagnia, nel rispetto delle esigenze sanitarie, ambientali e del benessere degli animali.

Canile sanitario e canile rifugio

Il relatore Alberto Castello, ha ritenuto inoltre opportuno fare chiarezza sulle differenze delle varie strutture:  

  • il canile sanitario: garantisce il ricovero e la custodia temporanea dei cani fino al momento della restituzione o affidamento; il pronto soccorso e le eventuali cure necessarie; l'incenerimento degli animali morti o la garanzia dello smaltimento del corpo
  • il canile rifugio: si occupa di ricoverare e custodire i cani che non hanno un proprietario che li attende; ricoverare e custodire i cani che arrivano dal canile sanitario. 

(estratto dalla Gazzetta Ufficiale)

Aggressività dei cani

Alcuni cani vengono ospitati nei canili dopo essere stati sequestrati e salvati da detenzioni lager, combattimenti, torture fisiche, limatura dei denti e un'infinità di altre atroci crudeltà di cui l'essere umano detiene il primato. 

Per questi cani, inserirsi in una famiglia non è certo facile. Ritrovare un equilibrio, la fiducia, superare i traumi possono essere obiettivi possibili qualora scendano in campo educatori, comportamentisti e figure qualificate a recuperare simili comportamenti. A volte i cani manifestano aggressività verso un sesso specifico, altre verso determinati animali, altri verso una tipologia di guinzaglio che ricorda una corda con la quale venivano picchiati dal loro precedente proprietario.

Nel gruppo è quindi sceso un velo di malinconia e di rabbia, per l'impotenza che si prova di fronte a questi racconti: siamo venuti a conoscenza della storia di un pastore tedesco che veniva picchiato tutte le sere dal suo proprietario; la storia di un amstaff che combatteva.
Alberto si occupa principalmente del recupero di questi animali, segnalati a volte, anche ingiustamente, come "Aggressivi di livello 3".

La collaborazione con il Rifugio del cane di Leudica Merlara

Molte altre tematiche sono state affrontate durante lo stage:

  • le norme del buon cittadino a 6 zampe
  • le differenze che regolamentano la responsabilità del proprietario nella gestione del cane, rispetto ad altri paesi esteri
  • i paesi in cui il patentino è obbligatorio
  • il buon senso quando si porta il cane in passeggiata
  • i casi in cui la soppressione è concessa anzi doverosa
  • il volontariato in canile che aiuta e quello che danneggia 

Ma una seconda parte di stage ci attende, la visita guidata al Rifugio del cane di Merlara.

Questo canile ben organizzato e gestito vanta, oltre che ampi spazi verdi per permettere ai cani di godere di momenti di libertà, anche un numero altissimo di adozioni annuali; questo grazie anche all'aiuto di Alberto (e delle persone che lo supportano e aiutano). 

alberto nel prato del rifugio del cane di merlara, gioca con un cane

Perché un educatore in canile? Per dare la possibilità di lavorare con una certa frequenza al fine di recuperare alcuni cani dai problemi comportamentali che manifestano, aumentandone così le probabilità di trovare una nuova famiglia.

Durante la visita avremo modo di conoscere le storie di quei cani, capire il percorso che alcuni stanno seguendo, renderci conto di persona del dietro le quinte di quei box del canile dove pulizia, attenzione, amore e competenza sono indispensabili per garantire il benessere di queste vite.

E perché no, anche avere informazioni sulle modalità previste per diventare volontari attivi e responsabili, che supportano e danno amore ai cani meno fortunati.

cani del canile a passeggio

 

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