Il cane anziano e i suoi cambiamenti

Le storie di Tommy e Leo, due modi diversi di invecchiare

Permettere al cane di vivere serenamente la sua vecchiaia, comporta una gestione diversa  e continuamente adattata alle sue nuove esigenze

Tommy, meticcio di beagle sulla neve

Convivere con un cane anziano significa avere al proprio fianco una miniera di fedeltà, saggezza, amore, ricordi; ma, anche un cane che va guardato con un occhio diverso, con meno pretese, con più pazienza, con tante cure amorevoli. Ci sono cani che vivono la terza età splendidamente, altri che invece devono affrontare acciacchi e problematiche diverse.

A che età il cane si considera anziano?

Non c'è un momento preciso in cui il cane diventa anziano e come tale deve essere gestito, dipende da molte variabili.

Generalmente l'aspettativa di vita di un cane è più lunga se parliamo di taglie piccole, e va riducendosi nei cani più grandi. Ne consegue che un cane piccola taglia (esempio un maltese) si considera anziano a circa 11 anni, mentre un cane grande (esempio un alano) già a 8 anni. Ovviamente sto parlando di anni di vita indicativi, non tutti i cani della stessa misura invecchiano in egual modo. In linea generale dagli 8/9 anni si iniziano ad intravedere i primi sintomi dell'età avanzata.

Da cosa dipende l'invecchiamento del cane

Ogni cane ha il suo processo personale di invecchiamento, che dipende da vari elementi tra cui:

  • la razza e quindi la taglia
  • il vissuto generale
  • l'alimentazione che gli è stata offerta
  • l'esercizio fisico che ha avuto modo di praticare
  • patologie varie e complicazioni eventualmente sorte negli anni

8 cambiamenti nel cane anziano

  • Rallenta la vitalità del cane

Chiunque abbia un cane in casa, noterà che ad un certo punto inizieranno dei cambiamenti. Il fedele amico, che un tempo ci travolgeva di vitalità saltandoci addosso e correndo intorno a noi, ad un certo punto calerà il suo entusiasmo;  gradualmente smetterà di rincorrere palline, saltare sul letto o sul divano, ci accoglierà scodinzolante sulla porta di casa e non più in fondo al cortile.
Ciò non significa assolutamente che non ci ama più, semplicemente non ha più la forza e la vitalità fisica che lo caratterizzavano da cucciolo e da adulto. Anche il sistema respiratorio diventa più inefficiente.

  • Il cane presenta problemi ai denti 

È importante prendersi cura dell'igiene orale del proprio cane fin da subito, proponendo giochi che aiutino la pulizia dei denti (esempio giochi di gomma o trecce di canapa) abbinati ovviamente ad una pulizia con dentifrici appositi e controlli veterinari. Attenzione al tartaro, all'alito cattivo, alle difficoltà di masticazione.  Può succedere che qualche dente sia danneggiato, infetto, o caduto. Cerchiamo quindi di avere l'accortezza di proporre al cane giochi e cibi idonei alla sua situazione dentale. Mettere nella ciotola cibi troppo duri, potrebbe indurre il cane ad ingoiare il cibo a pezzi interi, evitandosi così il dolore al dente o alla gengiva causato dalla masticazione. 

  • Compaiono i primi peli bianchi

A livello esteriore noteremo sicuramente i primi "peli" bianchi, sul muso e sulle zampe, ma poi appariranno anche sul resto del corpo. Può anche esserci caduta del pelo stesso.

  • Il cane e l'incontinenza

Non è così raro riscontrare anche problemi di incontinenza. Il processo sarà graduale e andrà aumentando con l'età. Il nostro amico ci ricorderà di quando era cucciolo e non aveva ancora sviluppato dei muscoli forti della vescica: da anziano, invece, i muscoli si indeboliranno e potranno subentrare delle problematiche dell'apparato urinario, tra cui l'incapacità di trattenere l'urina. Non arrabbiamoci, abbiamo l'occasione di prenderci cura di lui e di ricambiargli tutto l'amore che ci ha regalato nella sua vita.

  • Alimentazione

Considerando che il movimento fisico diminuisce, attenzione anche a cosa e a quanto mettiamo nella ciotola. Ci sono dei prodotti appositamente studiati per soddisfare le esigenze di un cane anziano. Anche le dosi, molto probabilmente, dovranno essere riviste, nell'ottica di evitare problemi di sovrappeso

  • Maggiore sensibilità

Il cane anziano, proprio come i cuccioli appena nati, ha una percezione diversa delle temperature e dei rumori. La sensibilità aumenta, cerchiamo di evitare sbalzi termici, troppo caldo/freddo. Teniamo presente che il cane si sta indebolendo, quindi è più passibile di malattie vista la diminuzione del suo sistema immunitario.  Evitiamo di obbligare il cane a seguirci, diamogli la possibilità di riposare dove e quando gradisce. Non disturbiamolo o spaventiamolo con rumori forti o con effetti sorpresa che non sono graditi, vista l'aumentata sensibilità generale. 

  • Perdita della vista e dell'udito

Nel cane anziano, inoltre, è normale che ci sia un calo della vista e dell'udito (in un prossimo articolo approfondirò queste due caratteristiche). Questi aspetti portano il cane ad avere una percezione dello spazio completamente diversa.
In particolare il cane cieco, non avendo più la possibilità di vedere un ambiente, ricorrerà al contatto per farsi un'idea di cosa c'è nella stanza. Quindi è probabile che il cane anziano e cieco, quando entra in un ambiente, preferisca prima percorrerne tutto il perimetro e poi concentrarsi sugli elementi centrali. Il cane cieco, inoltre, cambierà tutti i suoi approcci con il resto del mondo. Se conosciamo la sua problematica, cerchiamo di fargli capire il nostro arrivo battendo, ad esempio, le mani. 
Il cane sordo, invece, presterà maggiore attenzione ai nostri gesti. Gestire queste due tipologie di cane non è assolutamente facile ed è opportuno che un esperto in tal ambito fornisca le giuste istruzioni. 

  • Invecchiamento mentale

Il cane anziano non presenta solo sintomi di invecchiamento fisico ma anche mentale.

Alcuni soggetti possono vivere tutti questi cambiamenti del loro essere e delle loro funzioni, in abbinamento ad uno stato di confusione mentale, difficoltà a rapportarsi con gli altri,  disorientamento, alterazioni del ritmo sonno-veglia. Ci sono cani anziani che vivono la loro "pensione" sereni e altri invece che soffrono di più. Alcuni possono cadere in stati depressivi e diventare apatici, altri manifestare anche comportamenti aggressivi (dovuti alla mancanza di riferimenti e all'incapacità di controllare e gestire il corpo e la mente). 

Come possiamo aiutare il cane anziano?

Anzitutto pazienza, amore e comprensione.
Non abbandoniamo a sé stesso il cane pensando che sia vecchio e non ha bisogno di nulla.

  1. Possiamo farlo giocare con brevi sessioni di gioco, semplici, che gli permettano di sentirsi partecipe e gratificato senza troppi sforzi fisici e mentali.
  2. Se riesce a camminare, può fare una passeggiata, corta, evitando il troppo caldo/freddo. Non obblighiamolo. Aumentiamo le uscite, mantenendo però la breve durata.
  3. Una delle caratteristiche più diffuse e segnalate sul cane anziano, è la percezione distorta nello spazio. Può accadere che notiamo una de-ambulazione strana del nostro cane, ad esempio, si blocca davanti ad un passaggio oppure vuole passare dove non è possibile.
    Il cane si percepisce diverso nella sua dimensione, quindi, potrebbe pensare di non poter passare dove è sempre passato, e viceversa di poter passare in un punto troppo stretto per lui.
  4. Alcune persone mi hanno segnalato che il loro cane anziano si sdraia a contatto con le tende che arrivano a terra, sbirciando solo con il musetto. Alcuni cercheranno la pace in un luogo diverso e più tranquillo della casa, qualcuno invece preferirà il contatto. 

Tutte queste situazioni di esempio sono parte dell'invecchiamento del nostro cane. 

La vecchiaia di Tommy

Tommy era un meticcio di beagle, aveva già qualche mese quando è stato adottato. Ha vissuto una vita decorosa, amato dai suoi proprietari e omaggiato di tanta libertà. Ha accumulato esperienze in ogni dove: ha conosciuto il mare e la sabbia, la montagna e la neve, ha viaggiato con la sua famiglia in macchina per chilometri. Ha amato i bambini, si è relazionato senza problemi con tutti i cani e le persone che incrociava.
A circa 16 anni ha lasciato un vuoto in famiglia.
Il primo segno dell'invecchiamento è stato la difficoltà a camminare. I problemi articolari, hanno portato come conseguenza lo spostamento della sua cuccia nel luogo più caldo della casa, con copertina sempre disponibile. Tommy si acciambellava e aspettava di essere coperto prima di addormentarsi.
Non si muoveva più tanto e, nei momenti di confusione e affollamento in casa, si ritirava sotto al letto. Aveva calato l'appetito e a volte vomitava. Alla perdita evidente di peso, sono iniziati dei tremori e delle crisi durante le quali piangeva e si lamentava. Seguito dal suo veterinario, ha iniziato ad assumere degli integratori. Nell'ultimo periodo della sua vita non riusciva più ad alzarsi e a trattenere i suoi bisogni fisiologici; la sua famiglia ha provveduto a mantenergli una condizione igienica sempre perfetta fino all'ultimo giorno. Quando è passato sul ponte dell'arcobaleno, ha lasciato una lacuna enorme.

Ancora oggi, nonostante siano passati vari mesi, viene ricordato con foto e aneddoti; alla sua famiglia sembra ancora di vederlo sotto al tavolo della cucina che spera in un boccone o davanti alla stufa che si riscalda le ossa.

L'invecchiamento di Leo

La vecchiaia di ogni cane è diversa, ogni proprietario si ritrova a gestire situazioni nuove e in continuo cambiamento.
Leo è stato il MIO cane, il primo cane che mi ha davvero portato a riflettere e a rendermi conto che la passione che avevo per gli animali era un qualcosa di più. Un istinto, una predisposizione a prendermene cura, una passione, un'amicizia incredibilmente vera.

Con Leo ho vissuto anche i miei anni dell'adolescenza, con le relative difficoltà, e lui era li: sul mio letto la sera, al mio fianco quando studiavo, con me in vacanza, con me in passeggiata. Con me quando festeggiavo qualcosa a casa, o quando ero arrabbiata, triste e demotivata. Non era il cane perfetto e io non sono stata una proprietaria perfetta. Nel tempo ho imparato tante cose, ma Leo mi ha insegnato il vero valore che rappresenta l'avere un cane al proprio fianco. Abbaiava, mordeva a chi si avvicinava a me, era possessivo, e sentiva chi non l'amava... percepiva tutto, era il giudice di casa! Barboncino attivo e affettuoso, abbiamo giocato e ci siamo coccolati per tantissimi anni.

La sua vecchiaia è iniziata con la difficoltà a salire sulla sedia che gli permetteva di guardare l'orizzonte dal salotto. E' aumentata la possessività e il legame con me e la mia famiglia. Non amava più la confusione ed evitava interazioni di ogni tipo al di fuori di noi. L'alito era cattivo e aveva perso qualche dente. L'occhio presentava cataratta. Pian piano ha iniziato ad emergere un rigonfiamento maligno nella parte esterna inferiore del muso, verso il collo. Si è gonfiato sempre di più fino a quando ha iniziato a sanguinare. Nonostante gli accertamenti del veterinario e la pulizia quotidiana, l'unica soluzione rimaneva un intervento con relativa anestesia. Abbiamo affrontato l'asportazione della massa e tutto è andato a buon fine.
Poco tempo dopo, si è ripresentato. Un pomeriggio, Leo ha avuto una crisi epilettica fortissima, non ragionava più e mordeva chiunque cercasse di avvicinarsi a lui, compresa me. Siamo riusciti con fatica a portarlo dal veterinario, dopo una nottata sotto osservazione, è stato dimesso. Purtroppo non ha superato lo stress e nel pomeriggio ci ha abbandonati. Quando mi hanno avvisata ero al lavoro in ufficio, con il pensiero fisso a Leo. Sono corsa a casa ma era troppo tardi per dargli un ultimo saluto.

La morte del cane e il cambiamento nel proprietario

Abbiamo visto, con i due esempi di Tommy e Leo, come sono diversi i vissuti di ogni cane e di coloro che se ne occupano.
Credo che la perdita del proprio animale di casa, sia un momento più o meno difficile per tutti, e anche per me lo è stato.

La sensibilità di ogni persona sicuramente incide, per me la sua morte è corrisposta ad una fase molto difficile della mia vita, forse ha sancito una sorta di passaggio dall'adolescenza all'età adulta, è venuto meno un riferimento che mi aveva accompagnato per circa 14 anni.

Non nego i pianti e la nostalgia che anche in questo momento mi stanno attanagliando, in quel periodo ho perso tutte le convinzioni che avevo, e una sorta di rifiuto ad avvicinarmi a qualsiasi cane. Io l'ho vissuta così. Poi con gli anni ho cercato di interiorizzare e la passione è stata più forte, tale da portarmi a realizzare il sogno di lavorare a contatto con i cani quotidianamente.

Credo che ogni persona abbia il suo processo personale e unico di elaborazione della perdita del cane: più difficile se il cane rappresenta un vero e proprio riferimento: un'occasione per stare meglio con la salute, per uscire, per sorridere, per giocare, per non sentirsi soli, per sentirsi utili prendendosene cura.

Ma una cosa è comune: la morte del proprio cane ti segna, e con lui anche una parte di te se ne va, di anni di avventure e restano i ricordi di tante passeggiate, di tante corse, di tante spazzolate, di tante coccole, di tanto amore incondizionato. 

Consiglio di godervi appieno il cane, non solo nella fase cucciolo quando devasta tutta la casa e lo vorreste consumare comunque di coccole; ma anche quando cresce e diventa l'amico fedele e inseparabile; e per finire quando diventa il vecchietto di casa: è, forse, proprio in questo momento della sua vita che è doveroso aiutarlo ed esserci sempre, perché entrambi dovrete prepararvi al distacco che inevitabilmente giungerà. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tommy e Leo

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