Educo o addestro il mio cane?

L'eterno dilemma al quale poi consegue la scelta di COME educare o addestrare il cane

Nel precedente articolo “L’educatore cinofilo o addestratore”, ho riportato un mio personale pensiero relativamente la gestione di un cane.

Cane sdraiato sull'erba

Chi accoglie un cane in casa, può scegliere tra un percorso di formazione del cane, oppure di addestramento. Si può optare per uno,  per l’altro o entrambi. In quanto educatrice cinofila a metodo cognitivo zoo-antropologico, mi identifico tra coloro che formano il cane, quindi lo educano.

L'educatore cinofilo

L’educatore cinofilo (riassumendo) è un professionista che si occupa di indirizzare i cani cuccioli, adolescenti, adulti e anziani, ad attuare comportamenti corretti. 

La formazione del cane parte dai seguenti presupposti di base:

•    il cane si è evoluto
•    lo si desidera integrare bene nella società
•    gli si vogliono passare le competenze e gli strumenti per stare bene con l’umano
•    ogni cane è un soggetto unico e diverso dagli altri
L’educatore ha una visione che mira a valorizzare la soggettività del cane.

Se andiamo a consultare in un dizionario l’etimologia del termine educare, leggeremo che significa estrapolare, tirare fuori e potenziare qualità personali del soggetto già presenti e inespresse, promuovere con l’insegnamento e l’esempio lo sviluppo di molte facoltà.

Non si tratta di imporre, ma di estrarre. Di sviluppare comportamenti consoni ad un gruppo societario. Esempio educo il cane a non saltare addosso alle persone, a non mordere le ciabatte, a camminare in modo ordinato senza tirare, a non abbaiare ad ogni stimolo, a non fare i bisogni in casa.

L’educatore cinofilo si presenta come un vero e proprio pedagogista cinofilo: promuove l’istruzione del cane , la sua educazione e lo abilita a mettere in atto comportamenti per risolvere gli scacchi che gli si potrebbero presentare.

L'addestratore cinofilo

L’addestramento si differenzia per molti aspetti dall'educazione. 

La parola stessa, consultando il significato del termine, indica l’azione del rendere abile un soggetto in qualcosa.

Mi spiego meglio con un esempio.  Addestro (non educo) il cane all’agility: è una modalità che mira per lo più a rendere il cane particolarmente abile in una determinata disciplina, gli si chiede una performance. E molti cani sono per natura predisposti a determinate discipline. 

Un cane, quindi, può essere educato ma non significa che sia addestrato. E viceversa un cane addestrato, può non essere educato. Pensiamo a quanti cani riescono a compiere in tempi record un percorso ad ostacoli, ma poi non riescono a mantenere la calma e l’autocontrollo quando il postino si avvicina al cancello con lo scooter o ai cani che tirano al guinzaglio. A volte, purtroppo, l'addestramento coincide con una visione più antropocentrica (l’uomo è al centro di tutto), nella quale si può rischiare di inibire, imporsi e controllare l’animale. 

Priorità all'educazione o all'addestramento?

Personalmente, ritengo che l’educazione del cane sia una base che non deve mai mancare; l’addestramento può essere utile, ma secondario ai fini dell’integrazione sociale.
Il cane, prima di tutto, deve sapersi comportare bene in casa e in ambiente esterno. L’attività sportiva poi si compie assieme, anzi, può essere anche un valido supporto per rinforzare la relazione (se non viene portata all'estremo rendendo secondario il benessere del cane).

I metodi coercitivi: due correnti di pensiero

Sia in educazione che in addestramento, non sono favorevole ai metodi coercitivi.  Chi deve gestire un cane non dovrebbe concepire metodi violenti e di imposizione. E’ come voler educare un bambino, proponendosi come esempio di botte e urla. Un bambino che ubbidisce perché ha paura, non è un bambino che ha capito e colto come comportarsi, ma ha appreso a porsi a sua volta con violenza. 

A questo punto, diamo adito a due correnti di pensiero:

•    coloro che puniscono/inibiscono o intervengono sul cane nel momento in cui compie un comportamento errato 
•    coloro che ignorano il comportamento errato, rinforzando quello corretto. Il comportamento errato non deve dare luogo a nessuna attenzione o conseguenza, in questo modo il cane lo annulla da sé in quanto non lo ritiene più funzionale ad ottenere un qualcosa.

L’obiettivo può essere lo stesso.

Esempio classico: insegnare al cane a non tirare al guinzaglio. Posso agire con strattoni al collare qualora il guinzaglio vada in tensione oppure posso fermarmi, chiedendomi ovviamente per quale motivo vuole allontanarsi da me. Di conseguenza poi agisco rinforzando i punti deboli. 

Quale metodo scegliere?

Io posso avere il mio pensiero personale, di educare il cane evitando metodi coercitivi. Ma non posso dire che sia giusto o sbagliato.
Credo che ognuno debba optare per il percorso educativo o di addestramento, con i rinforzi o con le punizioni, che più gli si addice per etica personale, per carattere, per valori, per situazione.
Non entro nel merito, ritengo opportuno che ogni persona abbia modo di fare le sue considerazioni (anche grazie a questo articolo) ed agire in ogni caso nell'ottica di salvaguardare il benessere del proprio cane. 

Restate aggiornati con i prossimi articoli, approfondirò le discipline sportive nelle quali i cani diventano eroi, nonché veri e propri protagonisti e maestri di vita. 

 

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