Educazione umana o cinofila?

Umano: il primo a cambiare devi essere proprio tu

Vediamo come spesso sia prioritario intervenire educando il proprietario in parallelo al cane

proprietario in difficoltà con guinzaglio

Questo articolo lo voglio introdurre con una frase di Elian J. Finbert

"I cani non hanno che un difetto: credono agli uomini".

L'umano sapiente

Ritengo che la frase sopra indicata sia estremamente reale ed obiettiva; la maggior parte degli aspetti negativi che un cane manifesta dipende spesso dall'impostazione del suo proprietario, dagli insegnamenti dello stesso e, dalla convinzione di avere i segreti della saggezza e delle leggi cinofile universali.

Invece, pensiero personale, credo che sarebbe opportuno per tutti fare un passo indietro ogni tanto: fermarsi, porsi qualche domanda e accettare di essere aiutato da qualcuno che è conoscenza di una parte di nozioni tecniche e competenze adeguate.

Il cane che si fida e affida

Il cane per tutta la sua vita, si fida. Inquietante pensare che concorda sul fatto che sia cosa buona e giusta se la sua famiglia umana lo stacca dalla mamma ad un mese di vita (a volte anche prima) per affidarlo a sconosciuti, ritiene che sia buono tutto il genere umano se una persona lo raccoglie dopo essere stato abbandonato lungo una strada, si fida che tornerà il suo umano quando alla mattina esce e torna dopo ore e ore. Il cane non pensa che ci sia un fine nascosto, non è subdolo come noi umani! Vive nel qui e ora, nel presente, nel momento.

Prova un senso di fiducia incondizionata, non concepisce il non fidarsi. Alcuni cani risultano essere diffidenti per ovvi motivi, ma recuperabili con del vero amore e buona volontà. Difficilmente un cane nasce e per sua natura non si fida di nessuno. Io ritengo che un cane diffidente dalla nascita, manifesti tale comportamento a seguito di un'errata socializzazione o gestione della sua infanzia da parte di un umano! Il suo problema è volere fidarsi o dovere fidarsi di qualcun altro. Pensiero personale. 

Partire dall'educazione del proprietario 

Una delle frasi che mi sento spesso riferire durante le attività è "ma sai che quasi quasi l'attività che stiamo facendo serve più a me che non al cane?". Esatto, una saggezza! E la mia risposta puntualmente è "Niente di più vero, l'educazione cinofila comprende una grande fetta di esercizi e teoria mirati solo ed esclusivamente ad accrescere le competenze del proprietario". 

Nel referente umano, però, è importante che ci sia un requisito: la consapevolezza che il primo a cambiare, spesso, deve essere proprio lui.

Come cambia l'umano?

Non credo sia un processo semplice, molte volte cerco di mettermi nei panni del cliente e, mi rendo conto di quanto fondamentale sia il rapporto di fiducia che si crea con l'educatore prescelto. Se si rinforza quella volontà di voler affidarsi ai consigli, il cambiamento inizia. Molti proprietari devono rinunciare alle manifestazioni del troppo amore per il cane, altri devono introdurre passeggiate o giochi nuovi, qualcuno deve solamente correggere qualche piccolo aspetto e qualche altro, invece, deve sconvolgere tutta la gestione di casa rompendo determinati equilibri. 

In tutto questo cambiamento di gestione, il cane come si comporta?

Il comportamento del cane

Il cane si fida del proprio umano e si affida allo stesso. La complicità, la fiducia, l'empatia giocano un ruolo molto importante. 

Al cambiamento il cane, a volte, regredisce; quando nella sua gestione quotidiana avvengono dei cambi di approcci o vengono introdotti nuovi modi di porsi, ci possiamo trovare di fronte ad un breve periodo di regressione. Normalmente, ammesso che questa regressione abbia corso, il cane si adatta e ritrova il suo nuovo equilibrio. È importante che il cane sia in grado di ristabilire il suo equilibrio psico-fisico.

In seguito, il cane, diventa nuovamente il riflesso del suo proprietario ma sotto nuove vesti. Migliora la relazione tra i due, c'è maggiore rispetto e soprattutto comunicazione. Il cane si adatta continuamente ad essere quello che gli viene insegnato o richiesto. Da questo concetto la mia riflessione.

Educazione cinofila ed umana

Arrivo al punto saliente dell'articolo: ritengo sia importante impostare l'educazione dell'umano e a seguire o in parallelo l'educazione del cane. Meno arroganza e presunzione umana, porterebbero ad una maggiore apertura in termini di sviluppi relazionali verso il cane e di esiti positivi sulla gestione. 

Certamente, anche il cane deve avere la possibilità di essere educato; e, se la famiglia umana si pone con coerenza, costanza, chiarezza e buonsenso, vivere con il cane diventerà un'incantevole e ricca esperienza.

Cosa si intende per educazione cinofila? Per questo aspetto, vi rimando ad un articolo precedente che avevo scritto, nel quale approfondivo la differenza tra addestramento ed educazione

Alte performance sportive e poco autocontrollo

E concludo ponendo ai lettori del mio blog un ultimo quesito:

"A cosa serve che il cane faccia in un lasso di tempo cronometrato un percorso, oppure che riesca a camminare come un robot se poi quando si è al ristorante abbaia di continuo, per strada salta addosso alle persone e quando incontra un altro cane dello stesso sesso cerca di morderlo?".

Ai posteri l'ardua sentenza, ci rivediamo a breve con un articolo a riguardo.

Commenti dei lettori

Ciao Ketty, questo articolo mi è piaciuto molto: spesso infatti è proprio l'uomo che dovrebbe essere educato. Gli animali spesso sono più bravi di noi!

25/06/2018 - Leonardo

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