Attivazione mentale o discriminazione olfattiva?

Ecco come e perché proporre l'attivazione mentale al cane

Sabato 1 Dicembre si è svolto lo stage di Attivazione Mentale con Jessica Ciminnisi 

Foto con i giochi di attivazione mentale sopra ad un tavolo

"Amore, pazienza e fare un passo indietro"

È proprio ricordando le parole del maestro Villani che si è aperto lo stage di Jessica Ciminnisi; direttrice e responsabile di Korabilandia, l'unico centro nazionale di Attivazione Mentale del cane ®. 

Jessica Ciminnisi e Korabilandia

Korabilandia, il centro cinofilo di Jessica, nasce a Forlì con l'idea di portare avanti la filosofia e la conoscenza di Paolo Villani che, purtroppo, dal gennaio 2016 non è più con noi. Jessica, con la voce emozionata e tradita dall'emozione di tanti ricordi, si presenta e ci racconta del suo brusco primo incontro con Paolo; è un'istruttrice giovane, simpatica che mette subito in chiaro che sabato ci si doveva "dare tutti del Tu"! 
Lo stage con lei ritengo essere stato illuminante, molte nozioni sono state espresse, concetti adattati ad ogni cane, con il risultato di una giornata davvero costruttiva e utile per tutti.

Jessica e Paolo Villani

Discriminazione olfattiva

Quello che normalmente noi proponiamo ai cani, risulta essere un gioco stimolante a mettere in atto un processo cognitivo nel quale, il cane, ragiona, risolve e discrimina ricorrendo all'uso dell'olfatto. L'esempio classico del bicchiere girato con nascosto sotto il bocconcino. Il nosework lavora sul concetto di discriminazione olfattiva. Spesso, però, si confonde questo utilizzo istintivo dell'olfatto con l'Attivazione mentale, vediamo quindi di cosa si tratta.

Paolo Villani e la sua filosofia 

Paolo Villani si è dedicato per molti anni allo studio e al lavoro con i cani. Cresciuto in un'epoca durante la quale il metodo classico prediligeva, lui stesso raccontava dei metodi coercitivi ai quali si ricorreva per addestrare i cani (alcuni purtroppo ancora in uso). Metodi che hanno piano piano lasciato il posto ad approcci più rispettosi e gentili.

Paolo mentre spiega

Ma un giorno, il suo punto di vista cambiò... uno dei suoi cani rovesciò la ciotola dell'acqua, facendo incuriosire e quindi avvicinare un secondo cane. Villani iniziò a concepire un nuovo metodo, a riflettere sul fatto che il cane ha curiosità e mette in atto atteggiamenti e risposte a stimoli. Pose le basi di quella che poi diventò la vera attivazione mentale.

Assieme a:

  • attività fisica
  • olfattiva
  • obbedienza/educazione
  • equilibrio/consapevolezza fisica
  • l'attivazione mentale è uno dei diritti principali riconosciuti al cane. Avere un cane significa avere dei doveri nei suoi confronti (permettergli di soddisfare i bisogni primari e secondari ai sensi di legge) ma anche rispettare questi 5 diritti. 
Paolo-Villani

La vera attivazione mentale

La discriminazione olfattiva che viene spesso proposta è un'attività che impegna i cani, diverte anche ma non è attivazione mentale; quest'ultima non si improvvisa e non la si  apprende con qualche ora di corso.

Si lavora sul rendere indipendente il cane, per questo motivo:

  • non si invia mail il cane con il comando "cerca", deve essere una sua scelta applicarsi
  • non si gratifica mai il cane con un bravo 
  • si alternano giochi più complessi a giochi più semplici, per evitare sovra-eccitamento o alta aspettativa
  • si mantiene il cane in una sorta di equilibrio e auto-controllo
  • non si aiuta mail il cane

In una vera sessione di attivazione mentale si osserva attentamente il cane e si adatta la proposta di gioco valutando:

  • a che livello è il cane
  • se lavora di zampa o di muso
  • se propone il senso orario o antiorario (più diffuso) attorno al gioco
  • se il cane chiede conferme al proprietario
  • se è iperattivo
  • se ha paure
  • se presenta rigidità nella parte posteriore
  • se è stressato positivamente o negativamente.
    Nel primo caso vedrò che il cane si stressa per ottenere un qualcosa che poi lo renderà felice e appagato; nel secondo caso il cane si stressa invano, quindi sarà tentato di agire impulsivamente. Obiettivo è ovviamente alzare il livello di stress positivo.
  • se i glutei tremano (reazione di autoregolazione) o se scodinzola animatamente (per scaricare tensione e agitazione)
  • se inciampa nel gioco perché entrando nel cono d'odore, si focalizza sul bocconcino e dimentica il suo corpo
  • se ha movimenti armoniosi e sicuri attorno al gioco che gli viene proposto

Sulla base di questi e altri parametri, si va a proporre gradualmente un gioco sviluppato in altezza piuttosto che in larghezza; un gioco con placche scorrevoli, o un gioco con vani da aprire e via dicendo.

I cani che hanno partecipato allo stage come sono stati gestiti?

I cuccioli: 

Dylan 

Un bovaro, enorme ma visibilmente insicuro e a disagio, spaventato. Si è cercato di alzare la motivazione, incuriosendolo; inizialmente in assenza totale di stimoli (rumori, movimenti) poi via via aggiungendoli gradualmente. Per buona parte della prima sessione non si è avvicinato al gioco farcito di succulenti premi, ma ha preferito rimanere in osservazione del contesto e della situazione, con un punto di contatto variabile tra la parete e le gambe del proprietario. Solamente nella seconda sessione, con un manifesto allungamento delle zampe posteriori, ha cercato di avvicinarsi per mangiare qualche premio nascosto nel gioco. Nessuna forzatura, nessun aiuto, solamente la sua indipendente scelta di avvicinarsi e di agire.

Dylan

Charlie 

Questo meraviglioso pastore australiano, ricorrendo subito all'uso della zampa si è visto poi proporre un lavoro che prediligeva la messa in atto della bocca. Per risolvere alcuni giochi, ha esagerato con la zampa e si è agitato, quindi si è cercato di smorzare questo arousal variando con un gioco diverso. Nel caso di Charlie, un gioco che faceva più rumore. 

Charlie

Potter 

Si è notato un insistente scodinzolio, facilmente interpretabile per gioia. In realtà. stava a significare la sua propensione a lavorare, scaricava così la sua adrenalina ed energia. Con il tempo dovrebbe diminuire questo atteggiamento ed apparire solamente nel momento in cui trova i bocconi nel gioco proposto. Il piccolo Potter è un cucciolo che tende a distrarsi molto e facilmente: il fatto che per tutto il gioco abbia scodinzolato, è la conferma che stava pensando ad altro mentre risolveva lo scacco. Da buon cane da riporto, un piccolo tappetto arrotolato e farcito di bocconi l'ha preso tra le fauci e spostato all'interno dell'area lavoro. 

Potter

Gli adulti:

Gioia

Una meticcia di pastore tedesco che, da subito, ha proposto un giro e una sorta di accerchiamento attorno al gioco. Dopo che le si è proposto un gioco nel quale ha lavorato con diffidenza, Jessica ha fatto il famoso "passo indietro" proponendo un gioco più semplice per alzarle nuovamente la motivazione. Si è preferito utilizzare un gioco rotondo con placca scorrevole, per capire se il cane ricorresse all'uso della zampa con cognizione di causa. La ragione ha prevaricato sulla forza, Gioia ha risolto numerosi giochi ricorrendo all'uso corretto e pensato della zampa. Una vera rivelazione!

Gioia

Joy

Un dolcissimo meticcio di volpino, estremamente legato alla sua mamma umana: questo fattore ha giustificato la necessità di aumentargli l'indipendenza.

Solo variando l'altezza, la larghezza o il movimento del gioco nel cane si sono visti segnali di disagio. Durante la risoluzione del gioco, ha mantenuto una postura rigida nel posteriore, che gli permettesse di fuggire in caso di emergenza o paura. Essendo un cane tendenzialmente diffidente, la forza ha prevaricato. A questo punto Jessica ci ha spiegato che lo stesso gioco l'avrebbe potuto risolvere ricorrendo alla calma, pertanto, essendo presente in Joy un'alta motivazione al cibo, si è consigliato di proporre in sede separata il gioco farcito di snack meno allettanti per capire se comunque ci sarebbe stato interesse a risolvere.

Joy

Happy

Una simpatica setter, molto attiva! Abituata a vivere con Emma, una piccola ed astuta meticcia. Happy, di fronte alle difficoltà cerca aiuto in Emma, ma questa volta era da sola in campo. Con lei il lavoro utile è di riuscire a mantenere la concentrazione ma anche la calma. Essendosi presentata con un arousal elevato, si è cercato di abbassare la sua aspettativa proponendo un'alternanza di giochi diversi. 

Happy

Emma

Reduce da un periodo di esagerato allenamento stressante con l'agility, si sta ora approcciando a varie discipline con ottimi risultati! La proprietaria ha variato il suo atteggiamento nei confronti di Emma, permettendole di fare il vero cane. Si presenta molto interessata ai giochi, coda alta e un posteriore ben strutturato; non chiede mai conferma alla mamma umana. Il tappetto arrotolato lo apre solamente fino a dove è certa ci siano bocconi! Durante il lavoro, gradualmente, si nota un abbassamento della coda, per un iniziale irrigidimento dovuto alla diffidenza. È un cane che avendo la possibilità di vedere, ricorre alla vista nella risoluzione dei giochi, ma comunque è anche ben presente l'utilizzo del naso.  

Emma

 

Lilli

Anche lei si è presentata come una cagnolina insicura e particolarmente scettica in merito all'interazione con gli altri cani, verso i quali tende a ringhiare o mordere. Come per Joy, anche per Lilli è utile un lavoro di aumento della sua indipendenza che comporta, di conseguenza, una diminuzione dell'attaccamento estremo che ha verso la mamma umana. Si è comunque prestata alla risoluzione dei giochi con interesse, diffidenza e rigidità ma ha cercato di risolvere i giochi.

Lilli

Ogni cane con la sua età, istinto, storia e tecnica ha risolto i giochi ed è riuscito a trovare appagamento mangiando i bocconi nascosti. Non si è mai ricorsi all'uso della forza, nessun cane è stato obbligato. Lavorando sul fattore indipendenza, è opportuno che ogni cane si approcci e decida di risolvere il gioco di sua spontanea volontà.

I giochi

I giochi utilizzati sono stati creati artigianalmente da Jessica Ciminnisi, alcuni addirittura erano originali di Paolo Villani. Resistenti e pesanti, il cane non li posta facilmente durante il loro utilizzo. In mille colorazioni, che vanno dal blu e dalle sfumature del verde (i colori riconosciuti dai cani) fino al rosso, giallo e arancione. Diversi colori, altezze, larghezze, strutture, materiali e rumori, li rendono unici ed estremamente utili.

L'attivazione mentale non è cercare un bocconcino nascosto, ma è una vera e propria tecnica che permette di lavorare sui cani e di recuperarli anche dal punto di vista comportamentale. 

Un ringraziamento speciale a Jessica per la piacevole giornata di stage e, come richiesto, provvederò a fissare a breve la data per lo stage di livello due. Allego le foto scattate durante la giornata di sabato 1 Dicembre 2018. 

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